MASSAGGIO SVEDESE

Il massaggio svedese, attribuito ad uno svedese, è stato sviluppato da un Olandese ed è probabilmente il tipo di massaggio più famoso al mondo. In Svezia, è noto come ‘massaggio classico’ ed è parte integrante del concetto di benessere svedese. Coinvolge gli aspetti psicofisici del benessere e prevede cinque tecniche: sfioramento, sfioramento profondo, impastamento, percussione ritmica, frizione e vibrazione. 


LINFODRENAGGIO

Lo scopo del trattamento è lavorare su linfonodi e canali linfatici per favorire e migliorare il passaggio della linfa. La linfa è una sostanza molto importante per il nostro corpo, è composta per la maggior parte da acqua, ma anche da linfociti, indispensabili per la protezione dell’organismo, e da macrofagi, cellule in grado di fagocitare scarti e agenti patogeni. Ha origine all’interno dei vasi sanguigni, dai quali comincia un lungo percorso attraverso il quale ha il compito di raccogliere dai tessuti materiali in eccedenza e batteri. Infine, carica di tutte queste sostanze dannose, s’immette nei canali linfatici, dove viene purificata e può riconfluire "pulita" nell'organismo per continuare a svolgere il proprio compito.



MASSAGGIO SPORTIVO

L'obiettivo del massaggio sportivo è quello di aumentare la capacità di prestazione dell'atleta, ma anche di preparazione ad un allenamento corretto e sicuro, in quanto con opportune tecniche massoterapiche si riducono drasticamente le probabilità di subire traumi durante l'attività sportiva e pertanto riveste un ruolo importante nel sistema di preparazione degli atleti. È indicato per gli atleti che intendono mantenere l'organismo in salute, accelerare il processo di defaticamento dopo lo sforzo o vogliono intervenire su muscoli o tendini e trova applicazione non solo prima di una gara, ma anche tra una competizione e l'altra o dopo la gara stessa. 



MASSAGGIO MIOFASCIALE

Importato dagli Stati Uniti d’America, il massaggio miofasciale prende il nome dal suffisso “mio” che deriva da muscolo e “fasciale” da fascia. Si tratta di una tecnica di terapia manuale che non lavora sui muscoli, ma tra i muscoli (cioè sulla fascia che li riveste). Essa trae le sue origini dall’osteopatia di Andrew Taylor Still, la terapia che si basa sul contatto manuale per la diagnosi ed il trattamento, la prima che ha messo in risalto l’importanza della fascia intesa come tessuto connettivo che riveste l'organismo a livello sottocutaneo.



MASSAGGIO CONNETTIVALE

Il termine "massaggio connettivale" fu coniato dalla fisioterapista tedesca Dicke, che praticando frizioni profonde sulla regione sacrale del suo corpo per alleviarne il dolore, riscontrò un notevole miglioramento della sintomatologia dolorosa.
Già Head per primo, nel 1898, aveva riscontrato nelle lesioni degli organi interni iperestesia al tatto, alla pressione e alla temperatura, nonché dolori spontanei in zone della cute innervate dallo stesso metamero del viscere ammalato; egli chiamò queste zone "punti massimali". Anche McKenzie aveva riscontrato un aumento della tensione e della sensibilità profonda di alcuni muscoli in corrispondenza di malattie di organi interni.